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8 novembre 2011

Senso

Lo sento spesso il senso che mi sfugge dalle mani. Quale senso? Il senso in tutti i sensi, di tutti i sensi. Mi scivola addosso il senso di molte cose, il perché, il come, il quando e il dove. Il "perché" bisogna dare un senso a tutto, perché sei triste? perché sei felice? perché ti sei innamorato? perché piangi? perché ridi? perché urli? perché non parli? perché ci sei? perché non ci sei? Io a tutti questi perché un senso non l'ho mai trovato. Il "quando", il "quando" proprio non lo comprendo, quando la ragione lascia spazio all'istinto ed inizi ad agire trascinato da una forza...è una forza intima, che ti conosce bene, ti penetra dentro e si avviluppa ai sensi. Accade così che due parole gemelle si escludano a vicenda e il senso viene meno quando iniziano a farsi sentire i sensi, il senso lascia spazio ai sensi. Come se ci fosse un tacito accordo, l'uno elegantemente lascia entrare gli altri, un inchino e prego ora tocca a voi.
Il gusto pensate posso avere un senso? la voracità come la spieghereste? il piacere che si scioglie in bocca? il sapore che  ti pizzica il palato? è il solletico a cui nessuno vuole resistere, quando sei sazio ne vuoi comunque ancora.
La vista, gli occhi sono sapienti, furbi, calibrano gli sguardi, odiano, amano, in loro un senso deve esserci...e invece no o non sempre. Mi potessi osservare dall'esterno non direi miei alcuni sguardi, in certi momenti quando le emozioni giocano a briscola con il senno (e vincono)  io non riconoscerei i miei occhi e non ho nessuna intenzione di riconoscerli.  Tante cose non ho visto con questi occhi, non perché io non abbia voluto vedere ma perché erano coperti da strati di voglie, speranze...dalla fiducia, la fiducia è sconsiderata, è spassionata, è incondizionata, la fiducia non ha senso.
L'olfatto ti prende per mano e quando ti ha buttato in mezzo a una spirale di sensazioni, molla la presa e rimani lì a lottare con i ricordi, col desiderio, i profumi vecchi si mischiano con quelli nuovi e rimani a cavallo tra passato e presente, prova a rimanere in equilibro tra quel che è stato e quel che può essere!? Ci riesci solamente se tiri fuori il coraggio, il coraggio è la miglior virtù dei folli e i folli non hanno senso.
L'udito crea le più grandi forme di dipendenza. C'è un senso nell'ascoltare incessantemente musica a tutto volume se non quello di coinvolgere tutti gli altri sensi?! I più dissennati sono quelli che consumano le orecchie a ritmo di rock, quella è una droga e non potrete più farne a meno quando la chitarra si mischia col basso e la batteria gli vibra dentro. Ma l'udito è anche saper ascoltare, è così che si diventa dipendenti da una voce, dalle sue inflessioni, dai toni dolci e da quelli duri, dalle urla e dai sussuri e dalle risate...perché sì le risate parlano e le risate non devono avere un senso, perché la spontaneità è in via d'estinzione e va tutelata.
Il tatto, forse è il desiderio di toccare che già ti fa perdere il senso. La mistura di morbidezza, seta e velluto, l'attrito, le curve, gli spigoli, il calore, il sudore, diversi per ogni persona, su ogni persona, con ogni persona. La diversità non ha senso, rende le persone uniche, l'unicità non ha un senso e bisogna toccarla...non puoi plasmarla ma sei sei bravo potrai riconoscerla centimetro per centimetro, intimamente.
Infine c'è il sesto senso che è l'assenza di senso per eccellenza. Il sento senso è l'alchimia, l'intesa, l'intuito, la chimica e la fisica scarnificate delle leggi e ridotte all'essenza.

Tutto quello che ho scritto non ha un senso perché io non ho un senso, ne ho tanti aggrovigliati caoticamente e casualmente che ogni giorni cambiano intreccio, un intreccio perfetto, sempre diverso, sempre unico.

Il piacere arriva quando il senso lascia spazio all'armonia di tutti gli altri sensi.

Spogliatevi del senso, vestitevi di sensi.

Buon divertimento.