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20 settembre 2010

Nel mondo che vorrei

...Nel mondo che vorrei, ci sarà la pace nel mondo.
Nel mondo che vorrei, tutti si ameranno.
Nel mondo che vorrei, i bambini non moriranno di fame.
Nel mondo che vorrei , conseguirò una laurea.
Nel mondo che vorrei, mi sposerò e avrò almeno quattro figli...
Cit. arbitrariamente tratta dalla monografia "Io miss, tua cara miss"

Ho deciso di iniziare questo post nel modo che più mi si addice, con uno sberleffo.
Non mi soffermo nemmeno a spiegarvelo, siete menti ben dotate alcune delle qual mi conoscono già abbastanza da capire. Ora tocca al mio "Mondo che vorrei."

"Nel mondo che vorrei...vorrei poter rispondere a chi mi chiede "ti sei fidanzata?" con un "sono cazzi miei!".
Nel mondo che vorrei...vorrei poter rispondere a chi mi chiede "e ora cosa fai nella vita?"con un "sono cazzi miei!"
Nel mondo che vorrei...vorrei poter rispondere a chi mi chiede "perché porti questo taglio" con un "sono cazzi miei!"
Nel mondo che vorrei...vorrei poter rispondere a chi mi dici "ti sei dimagrita/ingrassata" con un "mangio/non mangio quello che mi pare e sono ancora cazzi miei!"
Nel mondo che vorrei...vorrei la mia musica "on air" 24 ore su 24.
Nel mondo che vorrei...vorrei poter oziare e non dover render conto a nessuno del perché ozio.

Nel mondo che vorrei...vorrei che le uniche armi fossero le parole.
Nel mondo che vorrei...vorrei una ricerca libera.
Nel mondo che vorrei...vorrei meritocrazia.
Nel mondo che vorrei...vorrei l'armonia degli intenti.
Nel mondo che vorrei...vorrei avere tanti diritti quanti doveri.
Nel mondo che vorrei...vorrei il teletrasporto per raggiungere le persone che amo in pochi istanti.
Nel mondo che vorrei...vorrei poter immobilizzare gli istanti, quelli nei quali ti esplode il cuore dall'emozione.
Nel mondo che vorrei...vorrei amare senza aver paura di perdere quell'amore.

Nel mondo che vorrei...vorrei avere il potere di farti sorridere ogni volta che quel sorriso viene meno.

Nel mondo che vorrei...vorrei poter trasformare le tue lacrime in raggi di sole.

In conclusione, sia io che la Miss di cui sopra, abbiamo delle visioni utopistiche del mondo che vorremmo.

8 settembre 2010

L'esercito delle "sfashion victims"

Care carissime donne, professioniste, donne manager, studentesse, fornaie, commesse, medichesse, etc etc... di tutte le categorie di qualsiasi estrazione sociale, colore e Q.I., questo post è diretto a voi.

Sappiate che non sarò per niente clemente, come è nella mia natura d'altronde.

Sono una donna anche io, cammino per la strada, frequento posti o locali più o meno "in" (forse più spesso meno "in") e mi guardo attorno, osservo, ascolto e mi chiedo: "questo branco di pecore lamentose da quale parte del mondo è stato importato?"
Scusate la crudezza dell'affermazione ma assisto a scene veramente scioccanti. Donne tramutate in esseri mitologici metà donna e metà oca, si muovono in gruppo, passeggiano una sotto braccio all'altra (altrimenti mano per la mano), passo regolare decisamente sculettante e poi...zac! la vetrina...ma non una vetrina qualsiasi, una di quelle con tutte quelle borse (ma possono essere anche scarpe o vestiti) con sopra stampate miriadi di lettere. Penserete dunque mie cari lettori, perché presumo e spero che questo inno alla leggerezza venga letto anche da individui XY, che tutte quelle lettere sparse in stile optical costino al massimo un centinaio di euro?! E invece no. Il groviglio di lettere vale migliaia di euro.

Ora ho da chiedere un paio di cosette alle "sfashion victims" (ma saranno più di un paio):

1) potreste evitare di emettere urletti ogni volta che vedete una di quelle borse alfabetiche?
2) potreste cercare, mentre evitate di emettere urletti, di saltellare dalla gioia come se un noto nano fosse morto? (quello sì che sarebbe motivo di giubilo)
3) potreste non entrare in quel negozio e far esporre a quella povera commessa tutta la collezione autunno/inverno per poi dire "sono tutte bellissime, sono indecisa, magari ripasso domani eh!"
4) non fingete, sappiamo tutti che l'indomani mattina andrete dal primo "vucumprà" che trovate per strada e che avidamente lotterete per pagarla 50 miseri euri (scusate ma "euri" calza a pennello).
5) sappiate anche che, appena girerete le spalle, il vostro amico dalla bellissima pelle nera, sghignazzerà e sottovoce pronuncerà queste parole: "amiga, amiga mia...inutile che tu fare la fighetta, quella borsa lì è di pelle di suino padano, se tu avvicinare orecchio sentire il grugnito!"

Dopo questa lunga digressione ai limiti della "bastardaggine" ,che in realtà è solo un esempio, non mi fermo e sarò ancor più sincera. Adoro le cose belle, spesso possono essere costose, ma non sopporto che si mischino marchi su marchi, simboli, iconografie stampate addosso solo per il mero gusto di esibirle. Comprate, a prescindere dal prezzo, quello che vi dona, che vi fa sentire a vostro agio, che vi rende belle in primis ai vostri occhi. Ricordate di non esagerare: se decidete di mostrare prorompenti seni evitate mini gonne esagerate, se avete deciso di valorizzare il vostro sguardo con un trucco abbondante e dai toni marcati fate a meno del famoso rossetto pulp-zoccola. Basta niente per passare dall'affascinante al volgare. Se mischiate il lilla con il giallo, quando andate a fare shopping, fatevi consigliare da qualcuno che non sia daltonico.

Ricordate che il gusto non si compra al kg al mercato.
Non si esibisce "stile" sventolando una Visa o una Master Card.
La famosa, tanto nominata e proverbiale classe in realtà è cosa rara, come l'amore eterno per intenderci.

A questo punto rimane un'unica opzione... che voi quella classe l'abbiate. Allora, in questo caso, soprattutto se siete state tanto brave da riconoscerla, potete tutto. Fatevi scivolare addosso l'invidia delle vostre colleghe XX e gli sguardi testosteronici degli uomini. Voi siete l'essenza della bellezza e allora ben venga anche il rossetto rouge Chanel Baldrac.

P.S.: donne, non offendetevi, sono sicura che molte di voi la penseranno come me. Uomini, imparate a distinguere anche voi cosa valorizza una donna. "Vucumprà", so che molti di voi sono pluri-laureati e parlano 5 lingue tra cui un italiano più scorrevole del mio, vi chiedo scusa ma ho ceduto alla tentazione di prendermi gioco delle ignare miss "qua qua qua".

3 settembre 2010

Un* come te...

Cari lettori di deliri,
innanzi tutto è cosa buona e giusta spiegarvi il perché dell'asterischino qui sopra. Siete tutti dei fini portatori di cervelli quindi avrete capito che serve ad evitare distinzioni fra sessi. Questo post sarà rivolto a tutti uomini e donne che almeno una volta nella vita (probabilità del "solo una volta"quasi nulla ma occorre il beneficio del dubbio) si siano sentiti rivolgere la fatidica frase "Uno/a come te...".
Ammetto che ogni volta che sento dirmi una frase del genere da conoscenti, amici, parenti e perfino sconosciuti (paradosso dell' "uno/a come te": come fai a sapere come sono se non mi conosci?!) tutto il sangue che ho nel corpo ribolle e l'aggressività che ho dentro rischia di non essere più repressa...ergo "si salvi chi può!".
Per essere chiara e sintetica vi descrivo il mio punto di vista in poche righe: come posso io, ma anche voi, essere umani sintesi di miliardi di emozioni, stati d'animo, paure, qualità, difetti, abilità, essere ridotta a "uno/a come te"? c'è forse qualcun altro che è il mio/vostro clone fisicamente ed emotivamente? Ma soprattutto come si possono classificare, catalogare e prevedere le mie/vostre reazioni e comportamenti in modo così deciso?. Inoltre quell' "uno/a come te" è sempre o spesso seguito da un gentil condizionale che è ancor di più una presa per i fondelli (avrei usato "culo" ma non vorrei irritare le coscienze più puritane). Tra questi condizionali spicca quello più irritante...indovinate un po' qual è? Dai che lo sapete...solo a pensarlo vi formicolano le mani! Rullo di tamburi vince lo ScazzoPremio (cazzo non è una parolaccia se preceduta da una "s" vero?!) lo..."uno come te DOVREBBE...!".
E allora, cari lettori di deliri, a questo simpatico "uno/a come te dovrebbe..." rispondiamo tutti in coro "uno/a come me dovrebbe mandarti a cagare!" (e cagare non è una parolaccia ma un'azione quotidiana per chi non ha problemi in tal senso)...e farei seguire anche un conclusivo e liberatorio "oooooooooh!!!!".

P.S.: chi volesse può scrivere qui sotto lasciando un commento con l' "uno/a come te..." che più ha odiato. Scusate ma questo è un post scritto di getto quindi le sacre regole grammaticali vanno a farsi fottere (si può dire fottere?!)