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8 settembre 2010

L'esercito delle "sfashion victims"

Care carissime donne, professioniste, donne manager, studentesse, fornaie, commesse, medichesse, etc etc... di tutte le categorie di qualsiasi estrazione sociale, colore e Q.I., questo post è diretto a voi.

Sappiate che non sarò per niente clemente, come è nella mia natura d'altronde.

Sono una donna anche io, cammino per la strada, frequento posti o locali più o meno "in" (forse più spesso meno "in") e mi guardo attorno, osservo, ascolto e mi chiedo: "questo branco di pecore lamentose da quale parte del mondo è stato importato?"
Scusate la crudezza dell'affermazione ma assisto a scene veramente scioccanti. Donne tramutate in esseri mitologici metà donna e metà oca, si muovono in gruppo, passeggiano una sotto braccio all'altra (altrimenti mano per la mano), passo regolare decisamente sculettante e poi...zac! la vetrina...ma non una vetrina qualsiasi, una di quelle con tutte quelle borse (ma possono essere anche scarpe o vestiti) con sopra stampate miriadi di lettere. Penserete dunque mie cari lettori, perché presumo e spero che questo inno alla leggerezza venga letto anche da individui XY, che tutte quelle lettere sparse in stile optical costino al massimo un centinaio di euro?! E invece no. Il groviglio di lettere vale migliaia di euro.

Ora ho da chiedere un paio di cosette alle "sfashion victims" (ma saranno più di un paio):

1) potreste evitare di emettere urletti ogni volta che vedete una di quelle borse alfabetiche?
2) potreste cercare, mentre evitate di emettere urletti, di saltellare dalla gioia come se un noto nano fosse morto? (quello sì che sarebbe motivo di giubilo)
3) potreste non entrare in quel negozio e far esporre a quella povera commessa tutta la collezione autunno/inverno per poi dire "sono tutte bellissime, sono indecisa, magari ripasso domani eh!"
4) non fingete, sappiamo tutti che l'indomani mattina andrete dal primo "vucumprà" che trovate per strada e che avidamente lotterete per pagarla 50 miseri euri (scusate ma "euri" calza a pennello).
5) sappiate anche che, appena girerete le spalle, il vostro amico dalla bellissima pelle nera, sghignazzerà e sottovoce pronuncerà queste parole: "amiga, amiga mia...inutile che tu fare la fighetta, quella borsa lì è di pelle di suino padano, se tu avvicinare orecchio sentire il grugnito!"

Dopo questa lunga digressione ai limiti della "bastardaggine" ,che in realtà è solo un esempio, non mi fermo e sarò ancor più sincera. Adoro le cose belle, spesso possono essere costose, ma non sopporto che si mischino marchi su marchi, simboli, iconografie stampate addosso solo per il mero gusto di esibirle. Comprate, a prescindere dal prezzo, quello che vi dona, che vi fa sentire a vostro agio, che vi rende belle in primis ai vostri occhi. Ricordate di non esagerare: se decidete di mostrare prorompenti seni evitate mini gonne esagerate, se avete deciso di valorizzare il vostro sguardo con un trucco abbondante e dai toni marcati fate a meno del famoso rossetto pulp-zoccola. Basta niente per passare dall'affascinante al volgare. Se mischiate il lilla con il giallo, quando andate a fare shopping, fatevi consigliare da qualcuno che non sia daltonico.

Ricordate che il gusto non si compra al kg al mercato.
Non si esibisce "stile" sventolando una Visa o una Master Card.
La famosa, tanto nominata e proverbiale classe in realtà è cosa rara, come l'amore eterno per intenderci.

A questo punto rimane un'unica opzione... che voi quella classe l'abbiate. Allora, in questo caso, soprattutto se siete state tanto brave da riconoscerla, potete tutto. Fatevi scivolare addosso l'invidia delle vostre colleghe XX e gli sguardi testosteronici degli uomini. Voi siete l'essenza della bellezza e allora ben venga anche il rossetto rouge Chanel Baldrac.

P.S.: donne, non offendetevi, sono sicura che molte di voi la penseranno come me. Uomini, imparate a distinguere anche voi cosa valorizza una donna. "Vucumprà", so che molti di voi sono pluri-laureati e parlano 5 lingue tra cui un italiano più scorrevole del mio, vi chiedo scusa ma ho ceduto alla tentazione di prendermi gioco delle ignare miss "qua qua qua".

5 commenti:

  1. Io non sopporto quelle che camminano con la borsetta sul gomito. Non so quale sia il termine tecnico, comunque, come direbbe una mia amica: "quelle so' tutte pernacchie"

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  2. sei troppo simpatica... mi piace come scrivi.. ti tengo d'occhio ;)

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  3. Aaaah grazie!cercherò di essere più ligia al dovere sapendo di essere osservata! ;)

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  4. Questo articolo è fantastico! Stai tranquilla che le miss "qua qua qua" agli uomini intelligenti (quelli che rimangono - io mi ci includo) fanno "ribrezzo"!!Ciao

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  5. Ti ringrazio del "fantastico"!scrivo solo quello che penso esagerando con l'ironia!

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