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2 agosto 2010

Immagina

E' una sera di piena estate o almeno dovrebbe esserlo, l'aria è fresca e intimidisce chi vorrebbe scoprire la pelle, pelle d'ebano complice il sole.
Immagina un locale, piccolo, reso ancora più piccolo da orde di gente, gente qualunque forse anonima, sorrisi falsati dal troppo alcool che scorre nelle vene e aria intrisa di fumo da sigaretta, nonostante non ci siano finestre ad imperdirne la fuga.
Immagina nello stesso locale una musica, la musica. Quella degli anni 70, il rock degli anni 70, lui responsabile e colpevole di passioni smodate,vissute in bilico. Lo puoi ascoltare bene quel rock, devi essere arguto però. Lascia entrare la musica nelle orecchie, ora puliscila dal rumore che ti circonda: le urla, le risate fragorose, le imprecazioni gratuite, il traffico. Ecco ora ci sei quasi. Chiudi gli occhi anche solo per un istante, nello stesso istante in cui li sbatterai un brivido ti attraverserà il corpo, tutto. Vedi, ti piace.
Ora hai gli ingredienti, la scenografia. Ti manca il soggetto.
Continua ad immaginare.
Immagina in mezzo a tutte quelle persone di guardarti attorno, incuriosito, in cerca di qualcosa o qualcuno che meriti stupore. Non lo trovi, perché lo stupore, quello che cerchi tu, deve essere talmente naturale da indebolirti l'anima. Invece tu sei lì, forte.
Ora però tra la folla scorgi un volto familiare, viene verso  di te, ti bacia le guance, sorride.
Quel sorriso è diverso, diverso da tutti quelli che ti circondano, diverso dal tuo, diverso dal suo poco tempo prima.
Passi dal sorriso allo sguardo, sei sicuro che quello non tradisce, non te, non chi osservi.
Allora capisci. Gli occhi brillano all'unisono col sorriso, quel volto ti parla d'amore. Te lo racconta puro ma saturo d'emozioni.
Decidi, decidi di non commentare, niente frasi caustiche, ironiche, te lo godi quel volto.
Decidi, decidi di non diffondere avvertimenti come un messia.
Decidi, decidi di non frenare il sentimento che scorre palpabile.
Poche parole, la lasci andare via, l'ultimo sorriso, si gira, qualche passo e segui la scia con lo sguardo, non potresti non farlo, è magnetica, è luminescente.
Tu lo sai, quel cuore è un cuore a colori, belli, nitidi, quasi finti. Le pareti sono lisce e morbide nello stesso tempo. Ti viene voglia di abbracciarlo.
Tu lo sai, basterebbe poco per rendere quel cuore in bianco e nero. Le pareti, le pareti potrebbero indurirsi e spaccarsi.
Tu lo sai che potrebbe far male,  fratturarsi, sanguinare.
Sì sai tante cose tu ma sai anche che fa parte della vita e questa non è la tua vita.
Allora fai un grosso respiro, respiri quell'aria che ti sembra all'improvviso pulita, e ti stupisci a chiedere a qualcuno, quel qualcuno che tu hai inventato per giustificare i tuoi dubbi e le tue paure, di proteggere quel cuore perché così è proprio bello.
Il respiro dura poco, ti sorprendi a vederti stupido. Torni a guardarti attorno, ti spintonano, la gola è secca, forse è quel respiro che l'ha prosciugata.

5 commenti:

  1. wow hai un blog !!! complimenti !!!

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  2. Emmmh...ecco diciamo che è venuto fuori delirataMente più che deliberatamente!

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  3. Brava Stellina! Complimenti ;-)

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  4. dai come primo post sembra proprio che sei partita col piede giusto !Molto meno delirante di qualche tweet, nonostante il molto + spazio a disposizione :)

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